Terzino Attilio

Attilio Terzino e i suoi fumetti
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LA MIA FANTASCIENZA

 
 
    Iniziai la lavorazione di  “Universo Perduto” quando avevo trent’anni. Ero infarcito di fumetti e fantascienza.
    Amavo le storie hard, di Clarke, Niven, Asimov; ma anche la fantasia epica  di Williamson e Van Vogt, o quella visionaria di Dick, ed altro ancora.
     Mi appassionavo a tutto ciò che riguardava l’astronomia e mi capitò di leggere un libro sui “buchi neri”. All’epoca ben poche persone, tra la gente comune, avevano idea di cosa fossero questi straordinari oggetti cosmici (soltanto quarant’anni dopo è uscito il film “Interstellar” di Cristopher Nolan).
     Ne trassi lo spunto per svilupparci sopra una storia, che poi presentai (testo e disegni) al quotidiano milanese “Il Giorno”.
     Il lavoro venne accettato e, dopo il primo, seguirono altri due episodi con gli stessi personaggi.
     Quella serie fu breve, e non vi furono successive ristampe. Non so, quindi, se qualcuno la ricorda ancora, per cui l’affido al web perché non vada definitivamente perduta “nel tempo, come lacrime nella pioggia”.
     Oggi faccio un’altro lavoro, ma con me è rimasto il rimpianto per quelle  immersioni nella fantasia, quando credevo ancora di poter raggiungere i bastioni di Orione per vedere i raggi B alle porte di Tannhauser.

A.T.
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